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DISTURBI DELL’ARTICOLAZIONE 

TEMPORO-MANDIBOLARE

L’articolazione temporo – mandibolare permette i movimenti della mandibola. Le patologie di questa struttura sono indicate come disturbi temporo – mandibolari (DTM). I sintomi più frequenti sono i rumori, i dolori e i blocchi, ma a volte possono essere presenti anche le vertigini e gli acufeni (ronzii auricolari).
Il rumore si manifesta come scatto, scroscio o crepitio ed è provocato dalle alterazioni dei legamenti e dei capi articolari.
Il dolore, in genere, interessa la regione auricolare, ma a volte si estende alla faccia e alla testa (cefalea muscolo – tensiva). La sua eventuale irradiazione alla mandibola può simulare un’odontalgia e può spingere erroneamente il paziente a voler curare o estrarre uno o più denti. Man mano la situazione può evolvere verso una riduzione dell’escursione articolare fino a portare al blocco articolare (incapacità di aprire bene la bocca).

CANCRO DELLA BOCCA

Il cancro della bocca colpisce in Italia circa 8000 persone l’anno. Lesioni sospette sono quelle che non si rimarginano, ma bisogna attivarsi anche in presenza di macchie localizzate sulle superfici mucose. I sintomi possono essere inizialmente assenti all’inizio, ma nelle fasi successive possono presentarsi dolore, sanguinamento, difficoltà nella deglutizione, tumefazioni del collo. Con una diagnosi precoce delle lesioni sospette si può ottenere una guarigione con un intervento non molto invasivo. Utile l’autoesame ed il controllo periodico dal dentista, l’eliminazione del fumo, la riduzione dell’alcol, l’alimentazione con idoneo apporto di frutta e verdura fresca, la buona igiene della bocca, la sostituzione di otturazioni e protesi datate e difettose.

RECESSIONI GENGIVALI

La recessione gengivale (gengiva che si ritira scoprendo porzione di radice dentaria) è lo spostamento in direzione apicale del margine libero della gengiva aderente. Questa migrazione è correlata con un’atrofia dell’osso alveolare. Ciò causa l’esposizione della radice del dente all’ambiente orale determinando un inconveniente estetico e un’aumentata sensibilità agli stimoli termici. Le cause sono a volte iatrogene oppure dovute a predisposizione oppure a manovre non corrette di igiene orale domiciliare. I movimenti dello spazzolino (specialmente se del tipo con setole rigide) in direzione orizzontale al livello dei colletti, traumatizzano le zone più esposte e non detergono bene le zone interprossimali. Gli elementi dentari maggiormente esposti a questa tecnica impropria sono quelli posizionati a livello della massima curvatura delle arcate e cioè i canini e i primi premolari. Compito dell’ odontoiatra è quello di risolvere il problema legato alla sensibilità ed all’estetica, ma anche quello di indicare la giusta procedura di igiene orale domiciliare.

BRUXISMO

Il bruxismo è caratterizzato da alterata attività dei muscoli masticatori con serramento e digrignamento dentale (sfregare in lateralità e protrusione producendo un rumore caratteristico). E’ una parafunzione perché, a differenza della masticazione, non ha finalità fisiologiche. Le cause possono essere legate a fattori locali, ma i fattori psicogeni giocano il ruolo più importante. Non a caso, nelle situazioni difficili e di grande tensione emotiva, si dice che “bisogna stringere i denti”. Il bruxismo può produrre importanti usure delle cuspidi e dei margini incisali, aumento della mobilità dei denti, disturbi e dolori all’articolazione temporo-mandibolare, esostosi (ipertrofie ossee). Si manifesta frequentemente nei bambini, come segno dello stress che accompagna la loro crescita. Spesso, infatti, durante la visita odontoiatrica c’è il riscontro di denti decidui (da latte) notevolmente appiattiti. La terapia del bruxismo non sempre è risolutiva in via definitiva, ma permette, comunque, la riduzione dei danni e dei sintomi correlati.